“la sinistra è quella di un’Italia multietnica: la nostra idea non è così!”

Quindi inutile starsela tanto a menare con permessi di soggiorno, clandestini, richiedenti asilo, in fondo dal Friuli alla Sardegna, dalla Valle d’Aosta alla Calabria è chiarissimo ed evidente anche a prima vista che l’Italia non è un paese multietnico: tutti biondi con gli occhi azzurri, la statura nordica e la pelle chiarissima. Razza pura (Razza Piave ha detto qualcuno….) e quindi perchè perdere tempo?

Manca una intellighentia della nuova destra in grado di sistematizzare teoricamente le posizioni del premier?! A parte chiedersi se ci sia veramente bisogno di tale sistematizzazione, comunque rimane il fatto che è sufficiente rifarsi alla nostra tradizione, al vecchio buon senso italico, quello del buon padre di famiglia che per risparmiare ricicla e riutilizza… Ecco qui come si risolve tutto!

“Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

  1. LE RAZZE UMANE ESISTONO. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.
  2. ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
  3. IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
  4. LA POPOLAZIONE DELL’ITALIA ATTUALE È NELLA MAGGIORANZA DI ORIGINE ARIANA E LA SUA CIVILTÀ ARIANA. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L’origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell’Europa.
  5. È UNA LEGGENDA L’APPORTO DI MASSE INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI. Dopo l’invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l’Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d’Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l’Italia da almeno un millennio.
  6. ESISTE ORMAI UNA PURA “RAZZA ITALIANA”. Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
  7. È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l’italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.
  8. È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE FRA I MEDITERRANEI D’EUROPA (OCCIDENTALI) DA UNA PARTE E GLI ORIENTALI E GLI AFRICANI DALL’ALTRA. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l’origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
  9. GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
  10. I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani. “

Tiè: senza perdere tempo e senza spese inutili ecco la linea teorica bella e pronta!

FrancescoV

(Il testo è ripreso da Wikipedia)

Ahhh be’, si be’, ah be’….

 Ho visto una “influenza suina” che di suino poi non avrebbe nulla: tutte le varianti influenzali nascono da mutazioni di virus che avvengono più o meno casualmente in giro per popolazioni animali; tra l’altro i poveri maiali pare che non la temano!

La temiamo noi però: 152 morti dei quali 18 accertati, un po’ di notizie diffuse ad arte ed ecco l’emergenza pandemia: già vista con le galline ma pare che l’esperienza poco insegni.

C’è anche il solito rito del “noi no”: il nostro ministro della salute (sanità non s’usa più essendo stato abolito per referendum) che tranquillizza sul fatto che l’Italia non corre nessun rischio: gli altri si ammalano ma noi siamo tranquilli!

Come mai? Perché abbiamo ben tre livelli di sicurezza. L’ultimo sono ospedali attrezzati con reparti di isolamento contro il propagarsi delle malattie infettive, ed i primi due?

Semplice: una Sanità Pubblica che, malgrado ciò che si dice, è sempre stata d’eccellenza: in particolare per quanto riguarda i presidi di massa territoriali. Insomma: disponibile per tutti, sempre e dovunque indipendentemente da sesso, razza, religione e condizione sociale.

 Già… Peccato che stiamo preparando una legge (che per altro ha già sortito i suoi primi nefasti effetti) che dice che ai medici è consentito di denunciare i clandestini. “Consentito” in questi casi diventa “fatto obbligo” in quanto un pubblico ufficiale non può ignorare un reato che si compia sotto i suoi occhi.

Bene: adesso proviamo ad immaginarci i clandestini che vivono in catapecchie fatiscenti ai margini della nostra società. Immaginiamoci che poco o nulla sappiano delle ultimissime notizie riguardo alla “influenza suina”. Immaginiamoci anche che molto abbiano sentito dire del rischio di essere denunciati se si recano in ospedale o dalla Guardia Medica,

Quanti di loro andranno ad allungare le file ai pronto soccorso? Quanti eviteranno di andare a fare i loro poveri lavori in nero o comunque si isoleranno evitando il contagio di fronte a degli (apparentemente) normalissimi sintomi influenzali? Quanti di fronte ad un po’ di febbre e di nausea prenderanno provvedimenti precauzionali con il rischio di essere rinchiusi per sei mesi in un “centro di raccolta

 Ultime domande: quanti provengono dall’America Latina che hanno lasciato in questo mese? E quanti di loro stanno vivendo in condizioni di promiscuità e di scarsissima igiene?!

Bene e adesso cosa ne pensa il nostro Ministro della Salute, che fa parte di un governo che sulle norme che permettono tutto ciò sta pensando di porre la fiducia visto che in prima battuta il parlamento (pur con maggioranza bulgara) le ha bloccate?

Ai posteri (se ci saranno) l’ardua sentenza….

 Pover pursél (nel senso del maiale!) Ah be’

FrancescoV