Il lupo non perde né il pelo né il vizio.

Come un rullo compressore l’attuale governo si appresta a riportare la scuola pubblica a metodi d’insegnamento anni ‘50. Non che il precedente facesse meglio, ma mai fino a questo punto.

Sono passati diversi anni, diverse lotte, diverse riforme, diversa acqua sotto i ponti ma la strategia di destrutturazione della scuola pubblica non conosce soste e sembra arrivata all’apice grazie al trio Berlusconi Tremonti Gelmini: il primo per creare tanti bravi cittadini scevri dal fastidio del libero pensiero critico; il secondo per spendere risorse pubbliche in questioni private; la terza perchè prova un’irresistibile ebrezza nel pensare a tutti quei bambini bacchettati sulle mani.

Dicevamo, sono passati anni e l’intervento di Calamandrei colpisce per la sua attualità dimostrando come Loro, i fascisti sotto mentite spoglie, hanno sempre avuto radici salde con la propria storia e idee chiare su cosa fare . ‘Noi, i sinistri comunisti democratici etc… dovremmo chiarirci sul nostro orizzonte strategico, al di là della sacrosanta lotta quotidiana ritrovando le nostre radici, e anche in fretta.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

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