I giorni delle civette

Il dott. Emilio Fede, che ho la fortuna – o l’intelligenza, giudicate voi! – di vedere solo su Blob, non perde occasione per rimarcare il fatto che Roberto Saviano gode immeritatamente della protezione delle forze dell’ordine a causa delle minacce che provengono dalla camorra dei cosiddetti “Casalesi”.
Perfino la morte di Mamma Africa, Miriam Makeba, è divenuta l’occasione prima per accusare gli organizzatori del concerto di quasi-omicidio per averla fatta attendere a lungo sotto la pioggia, e poi per rimarcare l’ingiustizia della protezione garantita a Roberto.
Le argomentazioni proposte sono futili, meschine ed evidenziano quasi una sorta di “invidia del pene” (della serie lui ha la scorta e io no!). Ma il tono… quello da solo lascia intendere tutto!

Leonardo Sciascia mette in bocca ad un capo mafioso, don Mariano Arena, la distinzione delle persone in 5 categorie delle quali sono rimaste di senso comunque le due estreme: gli “uomini” ed i “quaquaraquà”. Dove i primi hanno il coraggio di portare avanti fino in fondo le proprie scelte, esprimerle chiaramente diremmo noi, ed i secondi invece si mascherano dietro quelle degli altri: subiscono, ubbidiscono; “dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre”.
Non apprezzo e men che meno approvo questa definizione mafiosa, ma restando per assurdo all’interno di questo “codice deviato” un uomo, secondo la definizione di don Mariano, direbbe in maniera esplicita che secondo lui Roberto Saviano non dovrebbe essere protetto. Direbbe che hanno ragione i Casalesi e la loro congrega che afferma che Roberto ha gettato fango sulla loro terra. Magari direbbe che ammazzare non è giusto però….
Un quaquaraquà invece lascierebbe intendere che forse si tratta di una montatura, che ci sono molte persone più meritevoli di scorta rispetto a Roberto, che non si capisce perchè per un libercolo qualsiasi uno debba divenire simbolo della ribellione alla camorra quando ci sono tanti “simboli ufficiali”. Che cosa debba accadere poi il quaquaraquà non lo dice: saranno altri a deciderlo ed a metterlo in pratica: la responsabilità non sarà sua!

Io non so se sia etico riconoscersi in questa distinzione di chiara ispirazione mafiosa. So però che chi denuncia è un uomo, chi dice chiaro come stanno le cose e di chi sono le responsabilità assumendosi il peso di queste affermazioni, non potrà mai essere definito quaquaraquà, ne da una persona onesta ne da un don Mariano. Forse un rompicoglioni (dal don Mariano) ma non certo un quaquaraquà!

I Roberto Saviano denunciano, fanno nomi e cognomi, indicano mandanti ed esecutori: che ci sia qualche differenza?

FrancescoV