Dalla parte della costituzione

Diffondiamo volentieri un’importante quanto lodevole iniziativa dei cittadini di Preganziol di cui siamo venuti a conoscenza.

dove: Biblioteca comunale di Preganziol

La società civile si ribella alla censura messa in atto dalla Giunta Regionale del Veneto e dall’Amministrazione Comunale di Preganziol che, creando un indice dei libri sgraditi e facendo sparire i volumi dai luoghi pubblici, limitano pesantemente la diffusione della cultura e del libero pensiero.
I cittadini di ogni cultura rivendicano il loro diritto ad essere informati e a poter scegliere e pretendono che nessuno limiti la loro libertà.

Per questo giovedì 27 gennaio alle ore 17 si invitano tutti coloro che hanno a cuore i diritti fondamentali di ogni cittadino, a recarsi presso la biblioteca pubblica di Preganziol, in via Gramsci, con una copia della Costituzione e una copia di un testo di Roberto Saviano, per richiedere il prestito dei libri “sgraditi“.

Stiamo dalla parte della Costituzione

Stiamo dalla parte di Saviano

Non reggo più!

L’onorevole Gasparri ha definito Santoro “guitto e sciacallo”.
Non nutriamo eccessive speranze in una opposizione ad un governo semi – fascista portata avanti da giornalisti solitari, o da vignettisti che per quanto ammirevoli non sono certo delegati dal popolo.
Ma da qui a trincerarsi vigliaccamente dietro l’immunità parlamentare per permettersi offese che a chiunque altro sarebbero fatte rimangiare a colpi di querela (da persone civili, a pugni da altri: forse l’on. Gasparri ricorda i tempi della sua gioventù…) passa la stessa differenza che c’è tra la libera critica di comportamenti non condivisi e la lapidazione da parte della folla urlante di fondamentalisti.
Complimenti al poco onorevole Gasparri per l’esempio di cultura e di civiltà!

FrancescoV

La situazione è grave ma non è seria!

Ma dico io: tutto i mondo sta cercando di reagire ad una crisi economica definita come la più grave dopo (forse) quella del ’29 del secolo scorso.
gli stati dell’America Centrale pensano ad una moneta unica per unire le risorse monetarie disponibili. Negli USA si pensa di finanziare pesantemente l’industria automobilistica, di nazionalizzare (anche se non lo chiamano così) industrie e banche, di ricostruire la sanità pubblica, di intervenire per salvare i cittadini che non riescono a smaltire i debiti accumulati; di investire sull’energia e l’auto sostenibili per riconvertire l’industria rilanciandola.
La Cina investe cifre enormi per il sostegno del mercato interno, forse anche per sostenere i creditori degli USA che in questo periodo non se la passano molto bene!
L’Europa vuole investire sulla riduzione dei gas di serra (Kyoto) e sulle infrastrutture a più basso impatto. Tutti i capi di stato ed i governi si sbattono da mesi cercando soluzioni per uscire dalla crisi, ridurne l’impatto, o almeno limitarne al massimo la durata.

Bene. A fronte di tutto ciò il governo italiano cosa propone?

  1. Tagli nei rinnovi contrattuali, mancati rinnovi dei precari, riduzione drastica del personale nella Pubblica Amministrazione (quella dei fannulloni: presente?).
  2. Tagli alla scuola pubblica ed alla ricerca (i 120 milioni per le private si trovano immediatamente dopo una dichiarazione – non contestazione: solo dichiarazione! – del clero).
  3. Garanzia a fondo perduto per le banche che parallelamente si continuano a definire assolutamente sane. Ma allora: se sono sane perchè aiutarle? E perchè a spese “mie”? Ed anche fosse, perchè senza averne nulla in cambio?!
  4. 40 euri al mese per i poverissimi (in tale categoria bisogna rientrare per ottenerli) distribuiti tramite mastercard che minimo minimo se ne beccherà 5 per ogni 40 che distribuisce!
  5. Eliminazione dell’ICI per i più ricchi e taglio dei bilanci sociali dei comuni
  6. Aumento dell’IVA per Sky: unica forma di “tassazione del superfluo” che è stata varata

Secondo il nostro Cavaliere Presidente del Consiglio dei Ministri, dotato della più bulgara delle maggioranze mai vista dalla liberazione ad oggi, le banche sono sane, le aziende hanno fortissime potenzialità, la grande industria non ha problemi (vediamo cosa farà l’auto europea di fronte ai giganti americani sovvenzionati dal governo!), i cittadini dovrebbero spendere di più, anzi: non capisce perchè non spendano già di più!.
C’è solo un problema di “catastrofismo della sinistra” (quei comunisti di Confcommercio, Unindustria, ABI, ecc.) che a forza di gridare alla crisi ha spinto i consumatori a non consumare ammucchiando pacchi di banconote di grosso taglio nei materassi.

Avrei un consiglio. Considerato che lui la crisi non riesce a vederla (al contrario del resto del mondo) e che l’unica risposta che ritiene si debba dare è una bella ondata di ottimismo, se ne torni a fare il padrone di televisioni, ne riprenda le redini e le usi per spargere ottimismo e voglia di svuotare i materassi agli italiani.
E lasci il governo a chi invece la crisi la vede (come il resto del mondo) e che ritiene ci siano della misure da prendere urgentemente.
Per carità: non dico la nostra sinistra, che pare non se ne sia proprio accorta della crisi, troppo impegnata a capire se sia lecito o meno mantenere l’alleanza con quell’eversivo di Di Pietro, oppure a cercare metodi innovativi per uscire definitivamente da tutte le istituzioni e riconquistare l’egemonia culturale passando per l’Isola dei Famosi.
Ci sono altri mezzi ed altre strade:

  1. potremmo dichiarare guerra agli USA, farci conquistare e governare da Obama.
  2. potremmo fare un referendum per chiedere l’unificazione con la Germania o la Francia.
  3. potremmo creare uno stato federale del Mediterraneo insieme a Marocco, Algeria, Tunisia, Libano, ecc… Noi mettiamo le competenze tecniche e loro le materie prime e facciamo uno stato serio. Accontentiamo pure Bossi e Maroni con una moratoria sulle moschee… le chiese, le sinagoghe, le pagode e con i soldi risparmiati costriamo case popolari

Ma almeno proviamo a fare qualcosa no?!

 

FrancescoV

Zuppa del bosco di castagni

Vi segnalo una ricettina semplice e deliziosa che faccio normalmente in autunno, quando me ne torno dai miei e trascino amici e cugini recalcitranti a raccattar funghi per boschi e macchioni. Il periodo è già passato, ma oggi ho fatto una veloce incursione nella ghiacciaia di mammà, rinvenendo preziosi galletti che ho prontamente trafugato. Con i funghi surgelati perde ovviamente un bel po’, ma insomma… Visto il freschetto umidiccio che faceva oggi a Roma, mi è proprio venuta voglia della mia portentosa zuppa.
Non indico troppe dosi, ma segnalo qualche variante, proprio perché è una ricetta che amo molto e modifico a seconda delle disponibilità del frigo.

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“The Italian perspective on metahistorical fiction: The New Italian Epic”

Il 2 ottobre all’Institute of Germanic and Romance Studies dell’Università di Londra si è tenuta la conferenza “The Italian perspective on metahistorical fiction: The New Italian Epic”, presenti Wu Ming 1, i membri fondatori di Scrittura Industriale Collettiva Vanni Santoni e Gregorio Magini ed alcuni esponenti della diaspora intellettuale italiana. Ordine del giorno: lo stato dell’arte della nuova narrativa metastorica italiana, meglio conosciuta come New Italian Epic. Un tema che ai più, messo giù così, può evocare seghe mentali da intellettuali oziosi. Invece, come ha ben dimostrato la tensione emotiva sprigionatasi dopo gli interventi di Wu Ming 1 e dei SIC (che, oltre ad essere autori di un progetto molto interessante in rete, hanno una verve non da poco), gli argomenti affrontati hanno toccato nervi scoperti, ma senza rigirare un coltello ormai poco affilato in una piaga più che purulenta. Au contraire: passando garza e filo, perché quella piaga si possa finalmente rimarginare. Gli interventi degli altri relatori verranno pubblicati prossimamente nella sezione in rete interamente dedicata al New Italian Epic.

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iQuindiBlog! Cercateci digitando “cinghialino surf”

Ebbene sì, anche iQuindici aprono un blog. Ce n’era bisogno? Non ce n’erano abbastanza? Ne abbiamo parlato, tra di noi. Questa è una decisione che viene da lontano.
Era più semplice, forse, restare fermi nel nostro ruolo di lettori residenti, sereni e intangibili. Soprattutto ora, che l’anima nera di questo paese sembra sempre più opprimente ed invincibile, e fa venire una gran voglia di ritirarsi sul monte Wudang insieme ai monaci taoisti.
Noi però, che tanto monastici non siamo e neppure soltanto lettori, abbiamo cose da dire, molte cose, su questo mondo in cui ci tocca vivere, amare e lavorare tutti i giorni.
È che oggi è troppo facile guardarsi intorno e chiedersi se veramente siamo nel 2008, o se non siamo piuttosto nel 1925.
È che oggi si va in giro e ci si chiede perché ci siano così tante facce tristi, vuote, impaurite, e così poche voci che si levano a reclamare qualcosa di elementare come un diritto.
E allora noi abbiamo pensato. Perché questa esperienza è anche politica, come tutto quello che ci circonda. Vogliamo provarci. Vogliamo cercare di porre un piccolo argine al fiume malato della commercializzazione, del revisionismo e della spettacolarizzazione letterario-culturale.
Sei anni fa, quando il nostro progetto è partito, i tempi non erano molto migliori di questi, è vero. Oggi più che mai, però, sentiamo l’esigenza di resistere. Di tentare un salto di qualità. Di rinnovare, anche se in parte, un progetto che resta valido nella sua struttura di base.
E allora noi non ci ritiriamo sui monti, no. O perlomeno, non ancora.

Patti chiari

Questo non sarà un blog come tanti altri. In realtà non sappiamo nemmeno noi che tipo di cosa vogliamo fare veramente. Nel nostro gruppo alcuni hanno già dei blog personali, mentre altri provano una cordiale e distaccata diffidenza per il mezzo.
Abbiamo deciso di non ‘personalizzare’ questo blog inserendo rimandi a quelli dei nostri colleghi quindicini. Non ci sembrava carino.
Abbiamo deciso di scrivere ciascuno secondo le proprie esigenze e tempistiche, per cui non aspettatevi un post al giorno. A noi piace lavorare con lentezza.

Parleremo di tante cose. Delle nostre passioni letterarie, certo. Di questo nostro paese, e mancherebbe altro. Ma anche degli eventi che ci piacciono, di lavori e precariato, di ambiente e ricette.
Se ne avete voglia, restate con noi e vedete cosa succede…

Paola Ro